The Big Heat

Dettaglio di The Big Heat
Artista : Stan Ridgeway
Editore : Water
The Big Heat recensioni da clienti
Recensione : The Big Heat THE BIG HEAT è indubbiamente una delle vette della musica degli anni '80: uno strano prodotto che mischia new wave, chicka boom di Johnny Cash (di cui Ridgway era un fervente fan), atmosfere notturne e noir, suggestioni cinematografiche alla Ennio Morricone, Kraftwerk, jazz, disco, blues urbano e altro ancora. Il calderone produce un risultato quasi miracoloso, di grande omogeneità e soprattutto di enorme fascino, sin dall'iniziale title track, irripetibile country new wave, che condensa tutti i diversissimi umori del disco, dalla ritmica fremente e incalzante a sorreggere un cantato da crooner che attualizza Johnny Cash, per poi aprirsi in un inciso disteso, solare e melodico di rara bellezza. Tutto il disco scorre poi su questi livelli, richiamando ma in modo del tutto personale ed originale, in sostanza nuovo, di volta in volta i Simple Minds iniziali, Peter Gabriel del quarto album, le radici roots americane, le colonne sonore di Marlowe, e mille altre cose ancora.
Un disco irripetibile e in effetti non ripetuto, giacché le opere successive di Ridgway non raggiunsero mai più queste vette.
Con lodevolissimo intento, la Water ha ristampato il disco, da lungo tempo fuori catalogo e pressoché introvabile, riproponendo l'edizione con 5 bonus tracks (ma senza i due brani dal vivo) con una nuova rimasterizzazione, lievemente più impressiva e dettagliata (ma questione di sfumature comunque). A suo ulteriore merito, questa ripubblicazione ripropone la copertina originale (anche se con i titoli ingranditi) senza le orrende sovrascritte della precedente versione IRS.
Da avere, assolutamente.